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Si è svolto ieri l'incontro negoziale convocato da S.I.A.E., avente all'ordine del giorno una nuova rivisitazione della rete territoriale.
Valuteremo nel dettaglio il documento consegnatoci ieri pomeriggio, ma sostanzialmente il nuovo piano di riassetto, oltre a rinominare alcune funzioni (i Presidi si chiameranno ora Filiali) e a creare una nuova figura professionale (il c.d. Responsabile di Zona) contiene l'ennesimo provvedimento di chiusura di punti di ruolo. È intenzione dell'Ente di sopprimere 5 Filiali (Pesaro, Modena, Vicenza, Bergamo, Lecce) portando a ben 18 le chiusure effettuate in un anno. Con pesanti ripercussioni sul personale coinvolto.
Continua quindi la dismissione della rete di ruolo e la sua sostituzione con le agenzie mandatarie, secondo una logica di redditività pura, che impoverisce e svilisce l'autorevolezza e il senso della missione della SIAE sul territorio. Una logica, peraltro, non seguita quando ad incassare meno sono le Agenzie Mandatarie rispetto alle Filiali che hanno sostituito, come avviene per Siena, Reggio Calabria e Cosenza.
Tagli lineari, quindi, come quelli proposti fuori ordine del giorno dall'Ente nella nuova “piattaforma rivendicativa” per il rinnovo del contratto, laddove si annuncia di voler rivedere, fra le altre cose, il comporto per malattia, i permessi brevi, l'orario di lavoro, la disciplina dei trasferimenti (con particolare attenzione ad indennità e obbligo di rientro dopo 3 anni), i buoni pasto, le norme disciplinari e gli automatismi. Nuovi tagli pesantissimi, nonostante un ottimo e più volte rivendicato risultato di bilancio, ottenuto in massima parte con un poderoso abbattimento del costo del lavoro.
L'azienda ha contestualmente dato disdetta del CCNL, violando apertamente il dettato dell'art. 2 (commi 1 e 4) del contratto. La violazione è già stata contestata formalmente, ed in perfetta solitudine, dalla scrivente O.S.
I lavoratori conoscono già i contenuti della piattaforma della SLC-CGIL consegnata all'Ente ieri, così come previsto dal CCNL. È una proposta quanto mai equilibrata e coerente, che prevede il consolidamento del percorso iniziato con il contratto del 2012 attraverso un giusto recupero del salario e l'integrazione di alcuni istituti mancanti o fatti oggetto di interpretazioni non condivise.
Altrettanto equilibrata non sembra la proposta aziendale, che, nonostante grafici, torte e sempre nuovi piani di rilancio, si affida all'usato sicuro dei tagli al costo del lavoro. Preoccupa e stupisce l’atteggiamento generalmente tenuto da altre sigle sindacali, delle quali non sono note le rivendicazioni ed il giudizio sulle determinazioni aziendali.

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