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Il compito primario in capo alle organizzazioni sindacali è la negoziazione finalizzata a difendere i perimetri occupazionali, tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, offrire strumenti atti a sostenere le riorganizzazioni aziendali laddove necessarie.
Così, quando un'azienda, figlia di una fusione inversa, quotata in borsa, presenta le linee guida di un piano industriale con obiettivi ambiziosi, il sindacato saluta positivamente l'indirizzo di un management che ambisce a realizzare progetti industriali in un mercato innovativo ed in costante evoluzione.
In alcuni sfortunati casi però le legittime aspettative di un soggetto negoziatore sono frustrate dagli atteggiamenti della controparte.
Andiamo con ordine.
Italiaonline si fonde in Seat PG. E qual'è lo stato del nuovo soggetto?
Leggiamo, come nostra abitudine, le relazioni economiche e finanziarie e rileviamo che l'incremento del valore delle azioni del nuovo soggetto giuridico indica una buona accoglienza da parte dei mercati
A Giugno 2015 un'azione Seat PG valeva 0,0025: oggi l'azione della nuova società vale 2,37 euro.
Da Luglio la società non è più nella black list di borsa. La novemestrale 2016 di Italionline segnala un utile netto di 35,2 mln. I ricavi ammontano a 295,6 mln e l' Ebidta è pari a 55,4 mln.
Il free cash flow è pari a 48,8 mln e a Giugno erano previste disponibilità liquide di 80,6 mln ; la posizione finanziaria netta è pari a 111,6 mln.
L'agenzia delle entrate poi ha dato il proprio assenso alla riportabilità di eccedenze di interessi passivi pari a 650 mln di euro che si aggiungono a 160 mln di riporto a nuovo di perdite fiscali pregresse.
E, dulcis in fundo, a Giugno il costo del lavoro era già diminuito di 2,7 mln.
Stiamo leggendo le carte e, leggendole, siamo rassicurati dalla constatazione che, in fondo, le cose non vanno affatto male.
Il che non comporta l'assenza di esigenze riorganizzative, che permettano riqualificazioni professionali, riassetti di business, consolidamento aziendale sul mercato.
Questo il motivo per cui non ci siamo sottratti al confronto con Italionline in tutte le sedi in cui siamo stati chiamati a negoziare.
Ma esistono dei limiti e quei limiti Italionline li ha superati, forzando il negoziato che, a nostro giudizio, poteva concludersi positivamente.
Se Italiaonline pensava che avremmo sottoscritto un accordo per l'utilizzo degli ammortizzatori sociali senza alcuna prospettiva futura per i lavoratori interessati, si sbagliava.
Se poi pensava che non avremmo richiesto una riqualificazione professionale, percorsi di formazione finanziata, il reinserimento in produzione dei lavoratori in cassa integrazione sbagliava due volte.
L'azione intrapresa da Italiaonline in queste ultime ore rischia di segnare una svolta definitiva del sistema di relazioni industriali.
Alcune nostre strutture sono state costrette a far intervenire le forze dell'ordine per far accedere ai locali aziendali e agli strumenti di lavoro dipendenti che ancora non avevano avuto alcuna comunicazione formale della collocazione in cassa integrazione: troviamo questo comportamento semplicemente vergognoso, figlio di una improvvisazione che ha contrassegnato troppe fasi del negoziato.
Inoltre la comunicazione della cassa a zero ore a 300 lavoratori non può che confermare la nostra opinione sul fatto che Italiaonline abbia deciso di trasferire altrove attività pregiate, depauperando professionalità qualificate formate in una azienda (Seat PG) dalla quale, peraltro, i nuovi azionisti hanno potuto attingere ingenti liquidità.
Ci attiveremo con ogni mezzo, coinvolgendo anche gli organi di governo regionale, perché il Ministero della Sviluppo Economico riconvochi immediatamente le parti al fine di trovare una intesa che non può non partire dal tema delle prospettive; prospettive che non possono essere solo quelle dell'azienda a prescindere dalle condizioni e dal futuro dei lavoratori.

La Segreteria nazionale

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