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In questi giorni i problemi finanziari di Seat sono presenti su tutti i quotidiani italiani e sulle reti televisive, con titoli roboanti rispetto all’imminente default di SEAT Pagine Gialle. Il Sindacato nell’informare i dipendenti dell’Azienda su quanto sta accadendo in queste ultime settimane a livello finanziario, intende porre l’accento, come stiamo già facendo da oltre due anni, sulla situazione preoccupante dell’indebitamento finanziario che si unisce alla negativa congiuntura economica nazionale ed dei business di Seat.
Riteniamo che la Seat P.G. possa essere in grado di superare le difficoltà, se venissero  valorizzati i prodotti (dagli elenchi cartacei a quelli sulle piattaforme digitali) e non il debito con le banche. Una Azienda che, con l’attuale crisi di mercato, genera circa 500 milioni di euro di fatturato, dovrebbe essere difesa dal sistema creditizio e non affossata. Con attenzione stiamo valutando le iniziative del consiglio di amministrazione, che ci sembrano orientate alla difesa del valore della Società nel suo insieme.
Il concordato preventivo in continuità, Legge 134/2012, che ha recepito le modifiche provenienti dal Decreto Sviluppo, è entrato in vigore il 12.8.2012 e divenuto efficace l’11.9.2012, al quale sono state apportate una serie consistente di innovazioni nelle procedure di gestione e di superamento della crisi di impresa: piani attestati, accordi di ristrutturazione dei debiti, concordato preventivo. Questi metodi sono basati sulla  rapidità e soddisfazione dei creditori, riscontrabili ogni giorno presso le Sezioni Fallimentari dei Tribunali italiani,  che questo strumento sta apportando. Tale strumento  da spazio a soluzioni negoziate tra i debitori e i creditori sotto il controllo del magistrato; la valutazione del merito è di assoluta competenza dei diretti interessati, quindi la procedura obbligata non è più il fallimento, bensì il concordato preventivo, al quale si può accedere in situazione di crisi e di insolvenza. Tutele non di poco conto sono state riconosciute alle trattative, in modo da evitare che, mentre queste vengono portate avanti, l’iniziativa di qualche creditore (azione esecutiva o cautelare) ne  vanifichi gli sforzi.
Quindi è apprezzabile che  la Seat con il nuovo  management cerchi di usufruire di una legge, tutelando se stessa; la  ripercussione mediatica che ne è derivata ha portato alle difficoltà del titolo in Borsa, e non ha affrontato il tema vero dell’iniziativa:  l’Impresa che genera ricavi per  varie centinaia di milioni di euro e la ridiscussione e diversa modulazione del suo  debito.
Il Sindacato, al fine di tutelare gli interessi dei lavoratori,  richiama il consiglio di amministrazione e il management alla tutela dell’integrità e del perimetro aziendale, e dei suoi prodotti , ad iniziative di chiarezza tese a rafforzare il rapporto con il Clienti di Seat. Inoltre si chiede  una smentita pubblica nei confronti delle notizie infondate apparse sui mass-media, ricordando a tutti che  l’onere e la responsabilità di questo scempio è  frutto del “post privatizzazioni”, delle scellerate scelte finanziarie dei  management  e degli azionisti che fino a ieri si sono succeduti.
Il debito non può e non deve essere pagato dai lavoratori (e dalle loro famiglie) che hanno contribuito sempre a difendere ed a far crescere l’Azienda e di conseguenza il proprio posto di lavoro e il loro futuro.
Auspichiamo che questa operazione possa portare  al rilancio e ad una spinta positiva alle nuove strategie aziendali,  consegnando alla Seat il ruolo, che merita, nel contesto pubblicitario italiano.
Il sindacato è impegnato a monitorare la situazione in essere ed ha richiesto un tavolo di confronto all’azienda .
Roma, 7 febbraio 2013
La Segreteria Nazionale SLC-CGIL
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