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Nella giornata del 16 maggio le Segreterie Nazionali e territoriali e la delegazione sindacale delle RSU di EI Towers hanno incontrato gli amministratori delegati che hanno svolto una relazione sull’andamento dell’azienda.
L’andamento del Bilancio risulta positivo, in controtendenza con quello complessivo del gruppo Mediaset nel 2016. In particolare l’Utile Netto resta positivo seppur con una lieve flessione imputabile al venir meno di benefici fiscali nel 2016.
Anche il fatturato è in crescita: si tratta in realtà di una crescita esterna dovuta ad acquisizioni di piccoli asset relativi anche a torri radiofoniche e telefoniche. Rappresenta però una criticità la decrescita dei piccoli broadcaster locali, dovuta in buona parte alla dismissione delle frequenze interferenziali e alla crisi del mercato della pubblicità. EI Towers punta perciò, soprattutto, ad accordi con i soggetti capofila che sono in grado di garantire prospettiva.
Infatti spesso i clienti locali sono cattivi pagatori e presentano persino rischi di tenuta. Prosegue l’ampliamento del portafoglio clienti che si va aprendo sempre di più a soggetti diversi da Mediaset, con lo scopo primario di essere per quanto possibile autonoma dalla stessa capogruppo . A luglio 2018 scade il contratto settennale con Mediaset che è
prorogabile di ulteriori 7 anni, ed è prevedibile la richiesta di Mediaset di ottenere condizioni ad essa più vantaggiose pur senza grandi stravolgimenti.
La situazione positiva del bilancio aziendale ha consentito di distribuire dividendi agli azionisti per rendere attrattivo sul mercato il titolo dal momento che gli investitori potrebbero ritenerlo poco interessante in quanto la scarsa esposizione finanziaria di EI Towers potrebbe essere interpretata come una bassa propensione al rischio.
EI Towers non considera all’orizzonte la fusione con Rai Way a meno di cospicui investimenti esterni (in ambito governativo e sugli organi di informazione è circolata l’ipotesi del coinvolgimento di Cassa depositi e Prestiti, ma non si sa quanto possa essere realistica). In ogni caso Mediaset dichiara di non prevedere la cessione della quota di EI Towers.
A prescindere dal progetto del polo unico pare tuttavia evidente che il settore delle torri andrà incontro all’esigenza di un riassetto in occasione della emigrazione della banda 700 Mhz verso le Tlc che si auspica di far slittare al 2022, in Italia in deroga al traguardo europeo fissato nel 2020. Questo ulteriore scenario sta determinando un forte fibrillazione tra tutti gli operatori del settore sia del mondo TV che TLC.
Oltre alle attività tradizionali che caratterizzano ancora in modo quasi totale l’orientamento industriale EI Towers comincia a guardare al nuovo orizzonte dell’Internet of Thinks (IoT) anche se non a breve scadenza perché EI Towers può occuparsi di oggetti già connessi, ma non di connetterli tra loro.
Sul versante del 4K c’è una aspettativa ma non c’è domanda perché manca la commercializzazione dei dispositivi, infatti nessuno sta chiedendo di gestire il segnale supercompresso.
Sia nel settore IoT sia nel settore 4K non si fanno ancora gli adeguati investimenti perché se non decolla la domanda, la stessa nuova tecnologia rischia di diventare obsoleta ancor prima che si consolidi la domanda.
I dati sulla formazione del personale denotano, infatti, una composizione tecnica alquanto statica della forza lavoro seppur elevata nel contenuto professionale.
Per quanto attiene i dati sulla forza lavoro nel 2016 gli occupati erano 556 E.I. Towers, 4 Towertel, 1 EIT Radio con un decremento di 14 lavoratori dovuti ad uscite varie. Il 45% del totale lavora presso la sede di Lissone e Cologno, il 10 % presso Roma, il restante personale nelle altre sedi. La popolazione prevalente è composta da uomini (82%).

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