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Venerdì scorso, su indicazione del DG Luigi Gubitosi, la RAI  ha reso pubblici i dati sulle aziende esterne con cui ha relazioni commerciali. “Operazione trasparenza”, così è stato definito dalla stampa l’atto con cui sono stati resi noti gli elenchi delle aziende che intraprendono rapporti di fornitura di vario tipo con la TV di Stato, tra le quali oggi sono note persino quelle sospese perché in assenza di requisiti formali per avere rapporti con la RAI.” dichiara Barbara Apuzzo, segretaria nazionale Slc Cgil.

“Si tratta a nostro avviso di un fatto positivo, che contribuisce al rilancio dell’immagine di un’azienda che per 70 anni ha visto crescere sospetti e dicerie sulle scelte operate, sulle quali l’ombra delle raccomandazioni da parte di “padrini”, politici e non, copriva tutto.”

“Ma quella della ricerca della trasparenza – prosegue la sindacalista - per quanto sia un’iniziativa lodevole, è solo una risposta parziale ad un problema che deve essere affrontato nella sua complessità. I contratti di appalto in RAI sono tanti, diversi tra loro e possono essere stipulati nelle più diverse circostanze. A questo punto, dunque, occorre capire ad esempio se le gare di appalto sottrarranno dal criterio del massimo ribasso le spese per la prevenzione della salute e sicurezza e quelle relative al corretto trattamento contrattuale dei lavoratori.”

“Come SLC abbiamo più volte manifestato l’esigenza di affrontare la materia a tutto tondo, e crediamo che il momento per farlo sia arrivato e sia quello giusto – conclude Apuzzo. La trasparenza ci piace sempre. In questo caso rappresenta la precondizione necessaria per garantire la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che operano nelle imprese di appalto. Da lì vorremmo ripartire con un confronto che sappia dare risposte efficaci e convincenti.”

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