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Impressiona la leggerezza con la quale Renzi, nell'intervista a Ballarò di ieri sera, ha prospettato la vendita della rete Rai.
Al netto dei rilievi tecnico/giuridici dell'operazione, si tratta di un colpo mortale all'assetto industriale della principale azienda di informazione e di produzione culturale del Paese.
Stupisce, inoltre, che sull'onda della sciatteria populista imperante, egli abbia dichiarato di non aver mai incontrato il D.G. della Rai.
Auspicando che Renzi non si avvalga di una fattucchiera per decidere le sorti delle aziende partecipate, mi chiedo come sia possibile che il capo del governo non senta il "suo" D.G. per valutare gli effetti del prelievo di 150 milioni di euro dalle casse dell'azienda.
Di fronte ad una manovra condotta con una superficialità grottesca con la quale si sottrae alla Rai il suo asset principale, favorendo platealmente il principale concorrente, il C.d.A. dovrebbe seriamente valutare le proprie dimissioni.

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