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UNI MEI chiede al governo italiano di rispettare la missione di servizio pubblico della RAI

UNI MEI e le sue affiliate, in rappresentanza di oltre 140 sindacati e corporazioni con oltre 375.000 lavoratori creativi, tecnici, artisti, insieme ad altre figure impegnate nei media e nell’intrattenimento in oltre 70 paesi, sta seguendo con vivo interesse i recenti sviluppi che in Italia riguardano il servizio pubblico radiotelevisivo.

Il decreto - legge recentemente approvato, 66/2014, ha ridotto i trasferimenti pubblici, per l'azienda televisiva pubblica di € 150.000.000 per il 2014, una emorragia di risorse alla quale il Governo ha chiesto di far fronte con la cessione di Rai Way e con il ridimensionamento degli uffici regionali della.
UNI MEI ritiene invece che tale decisione possa incidere pesantemente sull'autonomia economica ed editoriale della Rai e ponga una seria ipoteca sulla sostenibilità del servizio pubblico radiotelevisivo in Italia, tanto da poter mettere in discussione la proroga della concessione di pubblico servizio alla RAI nel 2016 .

UNI MEI si unisce pertanto ai sindacati italiani CGIL, CISL e UIL e alla loro urgente richiesta, nei confronti del governo italiano, di fermare lo smantellamento della RAI e di favorire, con adeguati sostegni, il ruolo fondamentale che il servizio pubblico svolge nel sistema televisivo e nella radiodiffusione.

UNI Union Network International
MEI Media Entertainment International

Scarica il documento originale: UNI MEI statement on RAI_Italy_2 6 2014 final

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