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“Il Gruppo Poste Italiane è una grande realtà infrastrutturale del Paese ed ha, nella sua stessa variegata composizione, una potenzialità di ulteriore sviluppo del servizio reso ai cittadini, alle PMI, alla PA, fornendo servizi di qualità con un mix di utilizzo dei canali digitali e di quelli fisici. Servizi che vanno potenziati per rispondere ad alla forte esigenza di innovazione.” Così ha esordito Cinzia Maiolini, segretaria nazionale Slc Cgil, nella sua relazione al convegno “Scelte per l’Italia. Poste: infrastrutture digitali, logistica integrata e capitale umano” che si è tenuto oggi a Roma, in Cgil.

“Slc Cgil propone a Poste Italiane di implementare ulteriormente la digitalizzazione, sviluppando piattaforme utili a cittadini ed imprese, la piattaforma logistica integrata, ossia pianificazione, attivazione e controllo del flusso delle " merci" comunque intese, e dei relativi flussi di informazioni che le accompagnano.”

“Il servizio pubblico tradizionale ed i nuovi servizi e prodotti implementati da Poste Italiane, capaci di mettere in connessione imprese, istituzioni e persone su tutto il territorio nazionale ed internazionale, rappresentano un elemento fondamentale per l’evoluzione economica del paese – ha proseguito la sindacalista.
Questo è il motivo per cui alla vita ed alla gestione del Gruppo Poste va riservata particolare attenzione in ragione anche della futura IPO, prevista per il prossimo autunno. E su questo non vorremo fosse possibile la pratica di Leverage buyout, che, come è noto, sfrutta, per scalare aziende, la capacità di indebitamento delle stesse. L'esperienza disastrosa di Telecom Italia da questo punto di vista è emblematica e produce i suoi nefasti effetti a distanza di anni dalla privatizzazione.
Crediamo che l'azionariato diffuso sia la pratica migliore per evitare concentrazioni di pacchetti azionari in mano a pochi e che vadano evitati possibili conflitti di interessi in capo agli acquirenti.”

“A fianco al grande tema dell’Ipo, c’è l’enorme gettito fornito a Cassa Depositi e Prestiti proprio grazie al risparmio postale. Dunque non è irrilevante nè il ruolo di Poste nè come si intenderà modificare la mission di CDP e declinare i suoi futuri investimenti.”

“E’ tempo di ulteriore innovazione – incalza Maiolini. Abbiamo già sostanzialmente condiviso le linee guida del Piano industriale quinquennale presentato dall’AD ing. Caio, basato sul riassetto organizzativo, il potenziamento e rilancio delle azioni principali del Gruppo, a partire dalla valorizzazione delle sue integrazioni. Non vorremmo che, proprio in questo delicato passaggio, antiche ed antistoriche posizioni presenti nel mondo postale, agissero come un freno alla necessità di rilancio.”

“Di fatto il Gruppo si può candidare ad essere un'infrastruttura a disposizione di tutti, il che eviterebbe la duplicazione delle infrastrutture in capo ad altre aziende, in un'ottica di condivisione e standardizzazione infrastrutturale. In questo senso è davvero notevole il ruolo svolto da Postemobile, l'operatore virtuale di telefonia del Gruppo, fondata alla fine del 2007. Oggi Postemobile conta più di 3 mln di clienti attivi, è presente sul segmento business e consumer ed è il maggior operatore virtuale ESP per numero di clienti e pertanto deve rimanere all’interno del perimetro del gruppo.”

“L'avvio della riorganizzazione della divisione Posta Corrispondenza Logistica dovrà realizzarsi in tempi brevi, di certo prima dell'avvio dell'IPO, ed essere accompagnata da un'attenta sinergica proposizione di riorganizzazione e di innovazione dell'intero Gruppo.”

“Per fare tutto ciò non ci si può dimenticare del capitale umano – conclude la sindacalista - che non abbiamo timore di affermare essere in parte sotto stimato. Bisogna agire sul coinvolgimento in un processo di continuo miglioramento del singolo, sul sistema di responsabilità, sull'orientamento agli obiettivi.”

“Dunque, la convinzione che abbiamo come CGIL è che vi sia una potenzialità ancora inespressa all’interno del Gruppo e che l’integrazione delle reti, il potenziamento e l'affinamento della rete fisica, la somma del capitale strutturale e di quello intangibile, possano mettere Poste a servizio del rilancio economico del Paese, rendendola interprete e motore della coniugazione delle esigenze collettive della cittadinanza senza perdere l'orientamento al business necessario per un’azienda che ha scelto la forma giuridica della S.p.A e si appresta all’IPO più importante tra quelle previste in Italia. Tutto ciò nell'alveo però di una direzione pubblica che, sola, può tutelare i principi di uguaglianza di accesso e di fruizione ed interpretare e prevedere le mutevoli esigenze del paese e dei cittadini.”

Scarica la relazione completa: Relazione convegno Poste 9-7-2015

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