ACCEDI lucchetto rosso

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COMUNICATO STAMPA

Nella giornata di ieri, vigilia delle elezioni per il rinnovo delle RSU/RLS all’interno di Poste Italiane, si è registrato in tutta Italia un fatto gravissimo e senza precedenti: una organizzazione sindacale, la UGL Comunicazioni, ha potuto violare (?) il sistema informatico di Poste Italiane per inviare messaggi personalizzati a tutti gli indirizzi e-mail dell’intranet aziendale. Parallelamente, venivano inviati dalla stessa organizzazione sindacale sms a tutti i numeri di cellulare aziendali.

Aldilà del giudizio morale nei confronti di chi ricorre a tali “mezzucci “ pur di strappare un voto che forse sarebbe stato più giusto consolidare tra i lavoratori rappresentandoli al meglio e non firmando, ad esempio, un accordo sul PDR fortemente penalizzante e discriminatorio, la vicenda assume toni particolarmente preoccupanti perché dimostra la tutta la “fragilità” di una rete informatica che non riesce a garantire la riservatezza dei dati riguardanti il personale di Poste Italiane.

Diversamente, dovremmo pensare che qualcuno abbia fornito alla segreteria nazionale dell’UGL l’indirizzario di tutte le postazioni informatiche di Poste Italiane dal momento che le lavoratrici ed i lavoratori non hanno messo a disposizione delle organizzazioni sindacali il proprio indirizzo e-mail lavorativo (e anche se l'avessero fatto gli iscritti all'UGL non si capisce come quest'ultima possa scrivere anche a tutti gli altri lavoratori!)

Lo smarrimento e la preoccupazione di coloro che da ieri denunciano una vera e propria “invasione” informatica e telefonica ci impongono dunque di chiedere ancora una volta all’azienda di accertare immediatamente le responsabilità di quanto accaduto.

Vista la gravità dei fatti esposti, vorremmo quindi sapere come intenda intervenire Poste Italiane e se, ad esempio, abbia intenzione di richiedere l’intervento della Procura della Repubblica per tutelare le lavoratrici ed i lavoratori di Poste Italiane e scongiurare il rischio che gli stessi debbano temere ulteriori violazioni della propria privacy, magari la prossima volta non per “semplici” finalità propagandistiche.

Roma,12 Novembre 2012

La Segreteria Nazionale SLC CGIL

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