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Nelle giornate del 14 e 15 Settembre si sono svolti gli incontri previsti e sono stati sottoscritti tre accordi sulle tematiche all’ordine del giorno.
Stabilizzazione dei Ricorsisti. Come noto in Postel ci sono numerosi lavoratori reintegrati in azienda in seguito ad una sentenza del giudice. Con l’accordo sottoscritto il 14, a sua volta mutuato dagli accordi già largamente applicati nella capogruppo, anche i lavoratori Postel con iter giudiziari ancora non concluso, potranno decidere se aderire al concordato.
Aderendo all’accordo il lavoratore viene messo al riparo da eventuali sentenze negative. E’ importante sottolineare che, con la stabilizzazione, si darà continuità al contratto vigente lasciando inalterata la data di assunzione. Questo consentirà di evitare il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti “Job’s Act” per quanti sono stati assunti prima di questa legge. Particolare attenzione è stata riservata ai numerosi lavoratori ricorsisti di Palermo: pur in presenza di un calo di volumi del centro, siamo riusciti ad ottenere ampie garanzie di stabilizzazione nella stessa sede di reintegro indicata dal giudice, evitando trasferimenti presso altre sedi Postel. E’ stata messa a disposizione la modulistica con cui fare richiesta di concordato. Con questa operazione, che le organizzazioni sindacali sollecitavano da tempo, tra la restituzione degli indennizzi e le minori spese legali si potranno risparmiare cifre importanti. Questo accordo ci da soddisfazione anche perché sta a dimostrare come la Segreteria Nazionale dell’Area Servizi continua a perseguire le politiche attive ed inclusive del lavoro, in coerenza con il mandato congressuale.
Gestione Eccedenze. Come annunciato dall’AD nel corso della presentazione del piano industriale, tra gli obiettivi per il pareggio di bilancio c’è la riduzione del personale considerato in eccedenza pari a 120 dipendenti tra staff e produzione. Con l’accordo raggiunto le eccedenze saranno assorbite dalla Capogruppo (presente al tavolo con un suo delegato). L’intesa prevede la gestione delle eccedenze basata sul criterio di mobilità volontaria. Il Lavoratori interessati potranno fare richiesta di trasferimento attraverso un modulo che sarà presto reso disponibile, indicando la provincia di destinazione a cui sono interessati. Postel valuterà le richieste e a propria discrezionalità le invierà alla capogruppo che a sua volta valuterà il profilo, ruolo ecc. e accorderà il trasferimento dopo aver ed espresso un giudizio di idoneità e disponibilità di ruoli nelle zone richieste. L’azienda ha voluto sottolineare che, qualora con il metodo di mobilità volontaria non si dovessero raggiungere i numeri stabiliti dal piano, ricorrerà ai trasferimenti interni all’azienda così come previsto dal CCNL.
Calendario Aziendale 2016, 2017. Nella stessa giornata si è raggiunto un accordo anche sul calendario delle chiusure aziendali applicabili al personale di staff, ad esclusione delle funzioni OPE e TI. Il calendario prevede alcune chiusure in coincidenza dei ponti degli ultimi mesi del 2016 e per l’intero 2017. Al fine di ridurre i costi di tassazione per eventuali residui ferie, l’accordo prevede un piano di smaltimento individuale.
Turni di lavoro. Nell’incontro del 15 si è parlato di orari e turni dei centri di produzione ma non è stata raggiunta alcuna intesa.

In primo luogo abbiamo sottolineato i diversi problemi causati dall’attuale orario di lavoro e in generale, le criticità organizzative dei CdS che ci hanno portato a dichiarare lo stato di mobilitazione. La stessa azienda ha riconosciuto alcuni limiti dell’orario ma le ha circoscritte al turno notturno. Abbiamo avanzato una proposta unitaria di turnazione alternativa a quella attuale, che non mette in discussione il principio dell’H24, fortemente voluto dall’azienda, ma rimodula i turni in modo da consentire un maggiore recupero psicofisico su tutti e tre i turni, conciliando esigenze produttive e qualità della vita delle persone. (Ipotesi OO.SS. Turni Mattina e Pomeriggio con squadre divise con partenza Lunedì e Martedì; Turno di notte dal Lunedì al Venerdì; attivazione, in caso di presenza flusso, di una task di volontari calibrata sull’esigenza). La nostra proposta ha il pregio di contenere i costi, riducendo il ricorso agli straordinari per la sola esigenza produttiva necessaria, quando è necessaria, piuttosto che l’attuale situazione di proliferazione dilagante nei giorni spettanti per il riposo fisiologico. In più, superando il riposo infrasettimanale a scalare, assicura ai lavoratori due giorni di riposo consecutivi. Ancora una volta abbiamo trovato una chiusura da parte dell’azienda che non ha il coraggio di andare oltre “i dogmi” della direzione OPE. Pare evidente a tutti, almeno quelli che conoscono un minimo la realtà dei centri di produzione, che l’orario di lavoro è diventato un alibi per coprire inefficienze e disorganizzazione e addebitare ad altri la responsabilità dei (numerosi) ritardi e consegne fuori SLA. L’azienda ha formulato una sua nuova ipotesi di turnazione che interviene solo sul turno notturno, dividendo le squadre con partenza Domenica e Lunedì e riducendo ulteriormente il numero di domeniche disattivate preventivamente e altre disattivabili a discrezione aziendale. Secondo la proposta aziendale, il numero di domeniche notturne per ciascun lavoratore si ridurrebbero, a 6 all’anno. Abbiamo preso atto della proposta che ci ha lasciato molti dubbi sulla comprensibilità e chiarezza e sulla reale applicabilità. Non abbiamo espresso giudizi ne positivi ne negativi, dichiarando fin dall’inizio che ogni proposta formulata al tavolo deve essere prima sottoposta ad una verifica con i nostri rappresentanti e, se e quando riterremo ci saranno le condizioni, anche con i lavoratori. Non possiamo nascondere la nostra delusione per l’atteggiamento aziendale che si è detta disponibile a sperimentare la loro proposta ma non la nostra. Infine l’azienda ha considerato questa proposta il meglio che potevano fare per dare una risposta alle esigenze dei lavoratori.
In conclusione. Se da un lato prendiamo atto positivamente del cambio di passo sul piano delle relazioni industriali che ci ha portato a sottoscrivere quattro accordi importanti nell’arco di due settimane (il primo dei quali il PDR il 7 Settembre), dall’altro prendiamo atto che quando si tratta dei turni di lavoro dei centri di produzione le cose diventano complicate. Così come consideriamo anomala sul piano delle relazioni industriali e incoerente rispetto al percorso appena iniziato, la posizione ultimativa su un’ipotesi di turnazione ancora non ben definita. Si corre il rischio in questo modo di far scadere il confronto prima del tempo lasciando inalterato il clima di demotivazione dei lavoratori dei centri di stampa con conseguenze negative sulle ambizioni di rilancio aziendale.

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