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 Egregio Direttore,

Leggiamo con sorpresa e sconcerto l'articolo di oggi, 27 Ottobre, pubblicato sul vostro giornale in merito allo sciopero generale nazionale indetto per il giorno 4 Novembre da 5 sigle sindacali in Poste Italiane.

Fermo restando la libertà di espressione e, dunque, di pubblicazione, ci stupisce che una testata come la vostra non abbia sentito la necessità di verificare le motivazioni di uno sciopero che segue a mesi di mobilitazione territoriale, scioperi regionali, blocco reiterato delle prestazioni straordinarie e che riguarda le prospettive di una grande azienda del sistema Paese.

Vorremo ricordarLe che Poste Italiane è al centro di un processo di privatizzazione totale del Gruppo, così come deciso dal Governo, e che questo è il motivo primo della mobilitazione nazionale che segue a reiterati incontri tra tutte le OO.SS. con i gruppi parlamentari e con le commissioni competenti di Camera e Senato finalizzati a manifestare l'opposizione sindacale alla svendita dell'azienda.

Tutti incontri documentati da resoconti agli atti di Camera e Senato.

In aggiunta Le rammentiamo che, come di certo non vi sarà sfuggito, la riorganizzazione del settore logistico di Poste sta ingenerando gravissimi disservizi in tutta Italia, ulteriore motivo che ha spinto la nostra organizzazione sindacale alla mobilitazione della categoria.

La SLC CGIL e la CGIL hanno, in merito, prodotto comunicati stampa e documentazione disponibile a chiunque abbia voglia ed interesse a comprendere.

Crediamo che l'attenzione del vostro giornale dovrebbe dunque appuntarsi sulle ragioni vere della mobilitazione, non fosse altro che per il rispetto dovuto a 140.000 lavoratori il cui futuro lavorativo è legato alle incaute scelte del Governo sull'assetto societario del Gruppo e a milioni di cittadini che subiscono gli effetti nefasti del taglio sistematico al servizio universale.

Ed anche per rispetto dei vostri lettori, che di quei disservizi hanno letto anche sulle pagine del vostro giornale.

Auspichiamo sempre che la volontà di vendere qualche numero in più del giornale proponendo notizie "scandalistiche" non prevalga sul dovere di informazione corretta dei lettori.

Di certo vi diffidiamo dall'attribuire alla nostra Federazione ed alla CGIL tutta comportamenti e azioni chiaramente NON rispondenti al vero. Il vostro articolo rappresenta una pessima pagina del giornalismo italiano, anche perché appare palesemente "ispirato" da chi vuole gettare ombre oscure sulla correttezza dell'azione del sindacato che rappresento: l'impressione che ho ricavato è che sia il vostro articolo "ad personam", non certo lo sciopero dignitoso e responsabile di migliaia di lavoratori.

Distinti saluti

Massimo Cestaro

Segretario Generale SLC-CGIL

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