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E’ notizia di ieri che SLP CISL, UIL Poste, CONFSAL Comunicazioni e UGL Comunicazioni hanno perso il "ricorso ex art. 28 Statuto dei lavoratori" (comportamento antisindacale) contro Poste Italiane S.p.A.

L’oggetto della condotta antisindacale consisteva, a loro giudizio, nella mancata concessione da parte aziendale della separazione dei tavoli di trattativa.

Abbiamo già detto che le regole per l’esercizio delle relazioni sindacali, fissate unitariamente nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, non possono a nostro avviso valere o meno, a seconda delle convenienze/opportunità politiche di qualcuno dei soggetti firmatari.

Così come abbiamo definito surreale il fatto che l’eventuale, legittimo e democratico dissenso su qualunque argomento in discussione possa giustificare il tentativo di isolamento di una organizzazione sindacale.

Questo sostanzialmente è quanto viene fuori dalla sentenza del giudice.

Qualcuno potrebbe dire che ha "vinto" l’azienda e, come è ovvio, quando vince l’azienda in uno scontro con le OO.SS. non si può mai essere contenti.

La verità però in questo caso è un’altra: ha vinto il Contratto, con i suoi contenuti unitari; hanno vinto le regole, perché quando si stabiliscono insieme, queste poi valgono per tutti.

Rimane una certa amarezza per il fatto che l’unico soggetto a difendere il valore e i contenuti del CCNL sottoscritto anche da SLP CISL e gli altri sia stata l’azienda, così come dispiace dover evidenziare che qualunque posizione dovessero assumere da adesso le 4 OO.SS. al tavolo unitario, avrebbero potuto assumerla anche 8 mesi fa. Nel frattempo l’azienda non avrebbe potuto dare il via indisturbatamente all’ennesima riorganizzazione di mercato privati, e neppure forse immaginare una nuova riorganizzazione dei servizi postali.

Adesso è necessario tornare con i piedi per terra e chiudere definitivamente questa brutta pagina sindacale.

La Segreteria Nazionale SLC CGIL

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