ACCEDI lucchetto rosso

Il 28 febbraio, data, in cui si è svolto il secondo incontro tra Tim ed i dialoganti (fuori dalle regole del testo unico ma dentro la testa del regolamento aziendale), esce in tempo reale da veri cronisti dal fronte un comunicato dai toni trionfalistici.
Il “DIALOGATORE” ha portato fuori dalla solidarietà i lavoratori inquadrati come Progettisti. Certo per questi colleghi una bella notizia!
Lo è, tuttavia, anche per la Slc Cgil che vede riconosciuto in pieno tutto il suo impegno, che parte dal luglio 2015, quando dichiarò al mondo che non si doveva firmare una solidarietà fatta di esuberi inventati, gravando 30.000 persone di un ammortizzatore sociale solo per permettere un risparmio fittizio a un CDA poco accorto, al punto tale che la nuova dirigenza in più di un’occasione ricordava, agli artefici di quell’accordo, come il risparmio della solidarietà se ne andava a finanziare le uscite, per articolo quattro della Fornero, dei visionari assoluti.
L’impegno della Slc Cgil non si è fermato al comunicato, ne sono infatti da subito proseguiti dati alla mano, con denunce nelle varie DTL provinciali, che hanno immediatamente coinvolto il ministero del lavoro su una situazione poco chiara, (reparto strategico in solidarietà e un’ingente mole di lavoro data alle imprese).
Tim è stata convocata dal ministero del lav. e sottoposta ad una serie di domande che servivano allo stesso per capire che cosa stava accadendo.
Ministero del lavoro particolarmente interessato a Tim, soprattutto dopo che la solidarietà nel 2015 venne realizzata al Mise ( ministero dello sviluppo economico), sede anomala per una dichiarazione di esuberi.
Del resto i solerti “DIALOGATORI” nell’ottobre 2015,neanche due anni fa, avevano solo fretta di firmare un accordo senza badare troppo per il sottile, dopotutto c’erano 2.500 persone da salvare…
Oggi, dopo che l’azienda in modo unilaterale aveva già dichiarato la sospensione della solidarietà ai “progettisti” ,per 5 mesi sul territorio di Roma ed anche in altre realtà nazionali, a partire dal primo di marzo, ci spiegano che è bastato appunto il dialogo per far uscire dalla solidarietà tutti i progettisti.
Non dimentichiamo che, sempre dal luglio 2015, abbiamo continuato a dire che in Tim ci sono elevate professionalità mal utilizzate, per il lavoro dato alle imprese, per le consulenze esterne. Probabilmente ci sbaglieremo come sempre.
Ma non sarà che a causa dell’interesse scaturito dal ministero del lavoro grazie alla Slc Cgil e al fatto che ci troviamo di fronte all’ennesimo piano industriale che parla d’ingenti investimenti (sembrano essere sempre i quindici miliardi della volta scorsa… non si riescono a spendere) nella rete in fibra e quindi tutto il lavoro di creation che stanno dando fuori da qualche tempo sta diventando una nota stonata che tutti sentono?
Lasciare come hanno fatto sino ad oggi, solo le briciole all’interno per esternalizzare, in nome della solidarietà era oramai insostenibile, dove la mole di lavoro è in aumento per ovvi motivi industriali dettati dal mercato.
Reinternalizzare il lavoro è quanto di più saggio si possa fare, riteniamo altresì che per il futuro industriale di Tim, il numero dei progettisti andrebbe ampliato, ma questo forse i DIALOGATORI oggi lo sanno, come nell’ottobre del 2015 quando li mettevano in solidarietà.
Il 28 febbraio la lieta novella, nel comunicato e nel verbale d’incontro del 23 non vi è traccia alcuna di questa previsione.
Risulta evidente come i progettisti sarebbero comunque usciti dalla solidarietà, diversamente quest’azienda, avrebbe imboccato in modo definitivo una strada pericolosa per i propri dipendenti.
Tentare di vendere la fine della solidarietà, da parte di chi ha contribuito passivamente a realizzarla, ci pare quanto mai bizzarro, soprattutto in tempi così brevi, quello che è noto oggi, era noto anche ieri.
Le storture di quell’accordo non sono limitate ai progettisti, nel reparto Asa vengono inseriti lavoratori da diversi mesi, ed anche su questo fenomeno anomalo, abbiamo fatto formale denuncia all’ispettorato del lavoro, risulta incomprensibile come questa struttura sia in solidarietà e continui ad aumentare di organico.
Asa ha subito inoltre, un aumento dei turni (in modo unilaterale) in termini di copertura orario, per effetto delle multe sanzionatorie di Agcom, tanto che Tim ha scritto un impegno per Assurance, di copertura oraria ben più ampio di quello attuale, ci sembra assurdo che continui la solidarietà in questo reparto.
Importante per erogare un servizio di qualità nella riparazione di guasti sia per gli altri operatori che per i propri clienti, sotto controllo continuo da parte del regolatore.
Dichiarare come il tutto sia frutto della LOGICA DEL DIALOGO, francamente anche per quanto abbiamo scritto sopra ci pare poco credibile, mentre c’è sicuramente una cosa più vera e credibile, il fatto che per qualcuno, il luogo della riunione è diventato la sostituzione non scritta del coordinamento delle rsu.
Il comunicato del 24 febbraio di Fistel-Uilcom-Ugl riporta la seguente frase: “La conclusione dei confronti/approfondimenti non prevede la firma di accordi, ma punta ad ottenere una rivalutazione dell’Azienda sull’insieme delle materie del regolamento aziendale”, questa frase è di per se l’ammissione che non ci sarà più “secondo loro” il contratto di secondo livello in Tim, ma solo un regolamento aziendale che L’AZIENDA E SOLO LEI POTRA’ MODIFICARE” magari con il solerte aiuto dei professionisti del DIALOGO.
SLC CGIL coglie anche questa occasione, per ribadire all’azienda di fermarsi e riflettere se questa sia la strada giusta per una vera innovazione di Tim, a noi sembra profondamente sbagliata e continueremo la vertenza in mezzo ai lavoratori, richiamandoli alle forme di sciopero che Slc Cgil ha messo in campo per rispondere a questo stato di cose.
La Segreteria Nazionale di SLC-CGIL

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