ACCEDI lucchetto rosso

Il 27 novembre u.s. si è svolto presso il Ministero del Lavoro l’incontro fra Telecom Italia e le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL sulla situazione dei lavoratori esternalizzati dall’azienda nel 2003 a TNT/CEVA Logistics. All’incontro, richiesto dalle OO.SS. a luglio e più volte sollecitato nei mesi passati, è stata invitata dal Ministero anche la dirigenza di Ceva Logistics.

Nel riassumere le motivazioni che hanno portato alla richiesta di incontro le OO.SS. hanno particolarmente posto l’attenzione sul fatto che quella di Ceva, come del resto molte delle scriteriate cessioni portate a termine da Telecom fra il 2000 ed il 2006, ormai è un’operazione totalmente screditata sia sul piano legale (ben 10 sentenze avverse a Telecom sono arrivate in Cassazione con la relativa reintegra in azienda dei lavoratori) che, elemento che ha forti ripercussioni sull’esito del contenzioso, sul piano “industriale” dal momento che importanti porzioni di attività sono state nel tempo reinternalizzate in Telecom Italia, palesando, se ancora ce ne fosse bisogno, la strumentalità dell’operazione di cessione dell’aprile del 2003.

Altro elemento che ha indotto le Segreterie Nazionali a sollecitare l’incontro è stato l’orientamento ministeriale di dichiarare l’inammissibilità della concessione di ammortizzatori sociali in presenza di procedure di licenziamento collettivo ad aziende quali Ceva Logistics, orientamento giustificato dalle sentenze definitive di illegittimità della cessione e del conseguente reintegro in Telecom dei lavoratori coinvolti. Questa posizione ministeriale, confermata nuovamente dai responsabili presenti all’incontro, non fa che aumentare la paradossalità della vicenda Ceva, così come quelle delle altre esternalizzazioni, dove centinaia di lavoratrici e lavoratori si trovano, loro malgrado, in una sorta di “terra di nessuno” dove i volumi di lavoro dati da Telecom si restringono sempre di più e, contemporaneamente, si restringono quotidianamente anche le garanzie in caso di crisi occupazionale (diretta conseguenza del calo dei volumi Telecom!).

Di fronte a questo quadro desolante (calo drastico dei volumi delle commesse, reinternalizzazioni delle attività oggetto di cessione di ramo, decisa preponderanza di giudizi negativi della magistratura nelle cause contro le cessioni, impossibilità da parte delle aziende coinvolte a ricorrere agli ammortizzatori sociali in caso di crisi) ci si sarebbe aspettato almeno un atteggiamento di cautela da parte di Telecom. Spiace invece dover constatare come, ancora una volta, i responsabili di Telecom Italia abbiano ritenuto di dover “difendere l’indifendibile”, continuando a dichiarare la loro ormai inesistente responsabilità di fronte a situazioni tanto complesse e limitandosi a dare generiche disponibilità a favorire ristrutturazioni delle aziende nate dalle esternalizzazioni attraverso qualche volume di lavoro in più.

Così come è con una certa sorpresa che abbiamo dovuto ascoltare da Telecom Italia come le esternalizzazioni siano la risposta delle aziende alle rigidità del mercato del lavoro italiano.

Pur avendo richiesto l’incontro consapevoli della complessità dell’intera vicenda e senza nutrire aspettative particolari sull’esito dello stesso, dobbiamo riconoscere che la posizione di Telecom è stata nettamente al di sotto di quanto si potesse immaginare. L’imbarazzo di dover assistere alla comprensibilmente faticosa ricostruzione ministeriale dello stato della vicenda Ceva e delle molteplici vicissitudini dei lavoratori (sospesi fra cause di reinternalizzazione vinte ma non ancora in modo definitivo; licenziamenti da parte di Ceva poi revocati dai giudici; una svariata quantità di interventi di riorganizzazione che hanno inciso sulle condizioni di vita di questi lavoratori e sul loro reddito; ammortizzatori sociali negati perché ritenuti dipendenti di un’azienda, la Telecom, che sino a quando non è obbligata da un giudice di Cassazione non li riprende e non dell’azienda che ha aperto le procedure di licenziamento collettivo) dovrebbe far riflettere la dirigenza Telecom. La stagione delle esternalizzazioni va chiusa una volta per tutte. Per parte nostra continueremo a chiedere in tutti i modi ed in tutte le sedi a Telecom conto delle proprie scelte, sia per i lavoratori di Ceva Logistics che per quelli di tutte le altre aziende “esternalizzate”. Nello stesso tempo continueremo a lavorare perché si corregga la normativa con cui l’Italia ha recepito la Direttiva Europea sui cambi d’appalto, ovvero senza garantire veramente il diritto alla continuità occupazionale dei lavoratori coinvolti, facendo così diventare le cessioni di ramo ed i successivi cambi di appalto nient’altro che strumenti di mero abbattimento dei costi e riduzione dei perimetri occupazionali. A riguardo ci attiveremo per coinvolgere anche le istituzioni, a partire dalle Commissioni “Lavoro” di Camera e Senato, perché in un momento così delicato, tanto per il Paese quanto per Telecom Italia, questo tema rappresenta un elemento di tutela giuridica, verrebbe da dire di civiltà, per migliaia di lavoratori.

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL

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